A metà strada tra Torgiano e Montefalco, la Cantina Di Filippo ci spiega cos’è l’agroforestry e dov’è possibile trovarne un esempio in Umbria.
Ebbene si, avete letto bene, in Umbria il vino biologico lo fanno le oche.

Ci credereste? 

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”, diceva Orwell in Animal Farm.
In effetti, alla Cantina Di Filippo nel Sagrantino, Umbria, dove si pratica l’Agroforestry da più di un decennio, le oche vengono messe al lavoro al posto dei trattori!
L’ottica è quella di una viticoltura green in grado di produrre un vino biologico senza solfiti, al 100%.

DOVE SIAMO?

Potete trovare le oche “vignaiole” a Cannara, un piccolo borgo situato al centro della Valle Umbra, proprio di fronte ad Assisi, in provincia di Perugia.
Roberto Di Filippo e sua sorella Emma sono convinti vignaioli biodinamici, con un progetto di viticoltura sostenibile che vanta più di 12 anni.
Nel 2009 nasce l’idea di abbracciare una filosofia totalmente ecosostenibile.

Ed è allora che alla Cantina Di Filippo si decide di intraprendere l’ AGROFORESTRY, grazie all’uso delle oche che svolgono la completa pulizia e il mantenimento del vigneto.
Inizialmente, il controllo degli animali è su pochi filari di vigna, successivamente su ben 4 ettari di vigneto sperimentale.
Pensate, esempi simili li potete trovare in Cina, nelle coltivazioni di riso e negli Stati Uniti, in quelle di cotone.

AGROFORESTRY: di cosa di tratta?

L’origine di questa tecnica proviene dal passato, quando le attività agricole si basavano sulla simbiosi tra coltivazione di specie arboree perenni associate al pascolo, sulla stessa superficie.

Come funziona?

Trattasi di un tipo di coltura che unisce agricoltura tradizionale alla gestione forestale.
Si viene a creare un uso del suolo più efficiente e sostenibile, in grado di offrire numerosi vantaggi tra i quali quello di una catena totalmente biologica che ottimizza la produzione riducendo lo stress del terreno.
Garantisce una maggiore stabilizzazione dei suoli e il mantenimento di biodiversità del territorio.
Ruolo chiave è affidato agli animali da fattoria, in questo caso alle oche in vigna, libere di girovagare in vigna alla ricerca dell’erba a livello del suolo di cui si nutrono.
Le oche mantengono i vigneti sani: li proteggono da erbe infestanti, concimano, si nutrono della terra.

L’esempio virtuoso Cantina Di Filippo

Le “piccole operaie alate” arrivano in allevamento al terzo giorno di età, come da disciplinare biologico.
In seguito vengono accolte nella nursery per circa uno/due mesi.
Per un ettaro, sono utilizzate in proporzione circa 80 animali, per un totale di più di 400 oche.
Vengono lasciate libere di pascolare in vigna dalle 6 del mattino e tornano da sole alle 7 di sera, svolgendo, senza saperlo un lavoro essenziale.
Ecco quindi che alla Cantina Di Filippo il vino lo fanno le oche ed essa fornisce loro terreno di pascolo incontaminato.
Pensate che queste operose aiutanti fanno risparmiare ben 100 litri di carburante ad ettaro per trattori e falciatrici, mantenendo inalterata la fertilità del terreno, al contrario dei mezzi meccanici.
Le oche danno vita ad un modello virtuoso di cantina 100% sostenibile, rispettosa del disciplinare del vino biologico, giovando alla qualità produttiva del suolo, essenziale ai fini della biodiversità.

E i vini?

Il terreno con questa tecnica risulta meno compatto e più grezzo, le viti si nutrono di sostanze incontaminate.
A guadagnarne sono soprattutto i rossi!
Spicca, tra le varie produzioni, un Sagrantino bilanciato, tradizionale ma complesso, frutto di una filiera di ecosostenibilità in cui l’equilibrio biodinamico è garantito.
Ma venite a testarlo voi direttamente!
Di Filippo mette a disposizione diverse esperienze di degustazione in cantina tra cui uno stupendo giro in carrozza alla scoperta dei vigneti e delle produzioni biodinamiche.

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