La Via degli Dei è un percorso che attraversa Emilia Romagna e Toscana seguendo l’antica Via degli Dei (VII secolo a.C.) che collegava  Felsina (Bologna antica) con la città di Fiesole. 130 km a piedi da fare almeno una volta nella vita!

La Via degli Dei deve il suo nome ai monti che attraversa (Monte Adone, Monzuno, Monte Venere, Monte Luario).
In corrispondenza i Romani costruirono la Flaminia Militare, di cui si notano ancora i resti lungo il percorso.

Per cominciare è utile dire che questo Cammino può essere fatto sia in compagnia che da soli, ma se si sceglie la compagnia, bisogna fare una scelta oculata.

Ci sono paesaggi eccezionali con viste mozzafiato, ma per raggiungerli è necessario mettere in campo una discreta energia, forza di volontà e concentrazione. Avere compagni di viaggio fastidiosi può rivelarsi peggio delle vesciche e dello strofinamento delle cinghie dello zaino.

Detto questo, se invece scegliete una buona compagnia, sarà una delle attività più forti ed emozionanti che vivrete!
Al di là della meta, il concetto di Cammino è qualcosa che da esseri umani del 3° millennio abbiamo quasi del tutto dimenticato. Ma non perduto. 

La partenza, convenzionalmente, è da Piazza Maggiore a Bologna, di fronte a Palazzo d’Accursio, il Palazzo della Signoria Bolognese.

Il percorso prevede dalle 5 alle 7 tappe e si snoda tra Bologna, Sasso Marconi, Monzuno, Passo della Futa, San Piero a Sieve, il Mugello e Fiesole – Firenze.
Inutile raccontare i colori e la bellezza dei paesaggi, dei boschi e delle colline emiliane e toscane.

PRIMA TAPPA - LA VIA DEGLI DEI

La prima tappa che abbiamo fatto (e che dà il senso alla nostra prima frase dell’articolo) è stata a Monzuno.
Bologna – Monzuno sono circa 41km.

Il percorso fa assaporare in tutto e per tutto le tipologie di cammino che dovranno essere affrontare nei giorni successivi: da Piazza Maggiore si sale a San Luca, attraversando il Portico più lungo del mondo con i suoi 3.796m; da San Luca, seguendo il Reno, si raggiunge Sasso Marconi attraverso parchi e piccoli boschi fino a raggiungere monte Badolo (ed è qui che i saggi si fermano. Ma noi abbiamo continuato…) e infine Monzuno.

Siamo arrivati intorno alle 21:00 decisamente provati dalla traversata, ma il sorriso e le chiacchiere scambiate col gestore dell’hotel e sua moglie, a suon di prosecco e crostata di fragole, ci hanno decisamente rigenerati.

Nota personale: dopo quella prima giornata ci siamo convinti che non saremo mai riusciti a superare 5 giorni con il nostro setting mentale abituale.
Non sarebbero state la forza, la caparbietà, la “cazzimma” (come si dice in gergo) a portarci a Firenze, ma la pazienza, la perseveranza e la gentilezza che avremmo saputo cogliere e offrire.

SECONDA TAPPA

La seconda tappa ci ha portati a Bruscoli, 4km oltre il confine: ufficialmente in Toscana.
I 25km della seconda tappa attraversano l’ultimo tratto Emiliano passando per Madonna dei Fornelli. Cittadina curiosa fatta di sali scendi asfaltati e piena di indicazioni relative al Cammino degli Dei. Qui è possibile fare anche rifornimento d’acqua in uno dei bar presenti.

Il percorso ha un dislivello importante, di quasi 850m e quindi, nonostante sia più breve, si percorre comunque in più tempo.
Passata Madonna dei Fornelli, la meta successiva è Pian di Balestra a pochi passi dai primi resti della Flaminia Militare. La strada è quasi sempre sterrata e fatta di terriccio e attraversa una sezione alberata molto ristoratrice. Dopo aver attraversato il bosco, si apre un panorama eccezionale in cui è possibile scorgere da distante San Luca e tutta la città di Bologna, ormai piccolissimi.

Proseguendo si arriva a Bruscoli e seguendo le indicazioni “Il Passeggere” si giunge a un agriturismo eccezionale che fornisce esclusivamente piatti tipici composti da prodotti coltivati e animali allevati dai proprietari stessi.

TERZA TAPPA

La terza tappa accompagna i viaggiatori nel pieno del paesaggio toscano. Sempre seguendo la Flaminia Militare le tre tappe intermedie da attraversare sono: la radura delle Banditacce (il punto più alto dell’intero percorso, con i suoi 1200m) e  il Cimitero Germanico (uno dei più grandi d’Italia a una manciata di metri da Passo della Futa).
Se siete così fortunati da trovare il bar-albergo “Passo della Futa” aperto, fate rifornimento d’acqua!

Ripartendo, l’ultimo tratto di strada porta nel Mugello passando per Passo dell’Osteria Bruciata. A scapito del nome, il luogo presenta semplicemente una lastra di pietra conficcata nel terreno in una piccola radura alberata, a ricordare l’antica Osteria di una vecchia leggenda. Finalmente si giunge a San Piero a Sieve.  
Ecco, in questo caso è meglio vedere che raccontare!

Nota personale: Al termine della terza tappa si comincia a percepire davvero la differenza fra fatica mentale e fatica fisica, perché sebbene ci si trascini a letto alla sera con la sensazione di non potersi più muovere, il giorno dopo ci si sveglia quasi del tutto rigenerati: i dolori muscolari diminuiscono molto e mentalmente si è pronti ad affrontare il nuovo giorno.
(Non è come andare a letto stressati dai pensieri del lavoro, svegliandosi ancora più stanchi della sera prima!)

QUARTA TAPPA

La quarta tappa è bellissima.

Si attraversano le terre del Mugello e si ascoltano gli accenti diversi delle persone. Incontrando i viaggiatori toscani è possibile anche sentirsi dire: “Ah! Siete partiti da Bologna.. La state facendo al ‘ontrario!”
Proseguendo si arriva alla Fortezza Medicea di San Martino, purtroppo visibile solo dall’esterno, e la direzione è quella per Trebbio-Bivigliano.
Già a questo punto compaiono le prime indicazioni per Firenze e, nonostante i 4 giorni trascorsi con tutti i pro e i contro del caso, si comincia a pensare “Ne è valsa la pena!”.

Infine, gli ultimi due step da attraversare sono la “scalata” di Monte Senario e Vetta le Croci.
Qui vi aspettano un paio d’ore di cammino verso il Convento di Monte Senario, tappa indispensabile per fare rifornimento d’acqua e sedersi sul prato antistante al convento, assieme a decine di altri viaggiatori.

Ripartendo da Monte Senario si scende verso Vetta le Croci, nelle terre del Trebbiolo, a un’ora di cammino da Fiesole. (Attenzione alle ginocchia in discesa!)

QUINTA TAPPA E ULTIMA TAPPA - VIA DEGLI DEI

La quinta tappa, per scelta, noi abbiamo deciso di renderla molto breve (circa 15km totali) per poterci godere qualche ora di Firenze.
Da Fiesole a Firenze è possibile scegliere tra 3 varianti, 2 a piedi e 1 in autobus.

L’autobus è comunque una scelta onesta dal momento che la Via degli dei, tradizionalmente, finisce a Fiesole.
Tuttavia, se avete ancora qualche energia, vi consigliamo le altre due.
L’autobus da prendere, in ogni caso, è il n° 7 da Piazza Mino in direzione Piazza San Marco.

Continuando a camminare verso Firenze, su strada asfaltata, ad un certo punto vi trovate di fronte a un bivio (in tutti i sensi).
Potete scegliere di seguire la panoramica che sale a Monte Ceceri e prosegue verso le Cave di Maiano. Oppure proseguire sulla panoramica asfaltata che scende verso Firenze attraverso la Via Vecchia Fiesolana.

Gli ultimi 4km (sia che abbiate optato per la prima o la seconda soluzione) sono su strada asfaltata e vi portano alle mura di Firenze.

Passate le mura, ed entrati nel centro storico di Firenze verso Palazzo della Signoria, nonostante la stanchezza, il consiglio è sempre quello di guardarsi intorno per ammirare la grandezza della città che vi accoglie come eroi vittoriosi di un Viaggio incredibile.

Ci vediamo al prossimo articolo!

Necessario

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